Palazzo Cavacini, il restauro è vicino

CASTEL FRENTANO. È stato presentato alla presidenza del Consiglio dei ministri il progetto esecutivo dei lavori di consolidamento e restauro di palazzo Cavacini, in via Garibaldi.
Il costo dei lavori è di 1.200.000 euro: fondi che provengono dal programma nazionale “Bellezza Governo”. Toccherà adesso al Consiglio dei ministri analizzare il progetto, redatto dall’architetto Adele Di Campli, e proporre al Comune la firma della convenzione nella quale saranno disciplinate le regole tecniche, le modalità ed i tempi per l’inizio dei lavori. «Siamo fiduciosi che l’attesa sarà breve, e quindi di passare alla parte esecutiva dei lavori dopo regolare gara d’appalto. Con questi lavori inizierà finalmente la rivitalizzazione del nostro centro storico», afferma il sindaco Gabriele D’Angelo.
La forma architettonica del palazzo resterà così come è adesso. Palazzo Crognale-Cavacini è un edificio signorile risalente all’inizio del XIX secolo. Il palazzo è in pessime condizioni conservative ed è puntellato nel suo interno. Una volta completati i lavori il palazzo potrebbe diventare un polo culturale: museo, un’ala ospitante alcune opere del maestro Mario Ceroli; vi potrebbe anche essere una sede istituzionale dove sviluppare un progetto Erasmus.
«È un sogno che si sta realizzando e sul quale abbiamo lavorato ed investito molte energie», dice D’Angelo. Agli inizi del 1900 fu realizzato il corpo di fabbrica su via Torrione. L’intera superficie fu realizzata in laterizio e con ogni probabilità era intonacata. Sarebbe più corretto chiamare il palazzo Crognale-Cavacini per evidenziarne l’appartenenza originaria a un ramo della famiglia Crognale. La costruzione del palazzo si deve a Giuseppe Crognale, nato nel 1762. L’ultimo Crognale che vi abitò fu Stefano (1854-1934), marito di Filomena Vergilj. La coppia morì senza eredi, così che il palazzo e tutta l’ingente proprietà andarono in eredità a un nipote di Stefano, Giuseppe Cavacini.

Quotidiano Il Centro

Menu